Breve storia dell’omeopatia e differenze con la medicina tradizionale

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Breve storia dell’omeopatia e differenze con la medicina tradizionale 2018-01-07T13:26:38+00:00

BREVE STORIA DELL’OMEOPATIA

differenze con la medicina tradizionale

L’omeopatia nasce verso la fine del 1700 dagli studi di un Medico Tedesco, Samuel Christian Hahnemann ed è un metodo terapeutico totalmente differente dalla medicina tradizionale.
Secondo la dottrina Omeopatica l’organismo è animato da una energia o forza vitale che, scorrendo armoniosamente al suo interno, ne assicura lo stato di salute; al contrario la malattia deriva da uno squilibrio della forza vitale stessa e si manifesta esternamente con funzioni e sensazioni anomale (segni e sintomi) che sono interpretati dal medico omeopata come spie di un disagio profondo.

Per essere efficace un medicinale deve indurre la forza vitale a correggere il suo squilibrio interno, eliminando in questo modo i sintomi di malattia.
La differenza tra l’omeopatia e la medicina tradizionale sta quindi in un approccio diverso nei confronti della malattia: l’omeopatia tende ad agire in maniera globale, mentre la medicina tradizionale o allopatica in maniera più sintomatica, utilizzando farmaci diversi per diverse patologie, ad esempio per un dolore verrà utilizzato un antidolorifico, per un bruciore di stomaco un antiacido, per la febbre un antipiretico, ecc.

Lo stesso tipo di approccio si vede anche in altre medicine non convenzionali: la fitoterapia o erboristeria utilizza infatti la stessa metodica della medicina allopatica, limitandosi a sostituire farmaci chimici con sostanze vegetali.
In omeopatia, ristabilire lo stato di salute significa riportare la persona all’equilibrio sia fisico che psichico, mentre spesso la medicina tradizionale tende solo a sopprimere i sintomi presentati dal malato.

Far sparire un sintomo non sempre significa essere guariti.
Nell’omeopatia classica si tende ad utilizzare un solo rimedio che cercherà di riportare lo stato psico-fisico del paziente all’equilibrio, con il risultato di attenuare o curare una parte o tutti i disturbi contemporaneamente: in omeopatia si cura infatti il “malato” e non la “malattia”.
L’omeopatia può essere utilizzata per curare moltissime patologie comprese quelle acute come influenze, bronchiti, tonsilliti ecc. o problemi cronici come eczemi, reumatismi, cefalee, allergie, problemi ginecologici, depressioni e vari altri disturbi.

Anche pazienti con malattie degenerative importanti possono trarre benefici; l’omeopatia può infatti essere utile nel contenere la sintomatologia di malattie particolarmente severe e avere una buona azione palliativa.
Nelle patologie croniche, naturalmente, prima verrà iniziato il trattamento e prima il paziente potrà riscontrare benefici effetti; da più anni perdura una malattia e, teoricamente, più tempo sarà necessario per guarire.

Un omeopata ha un concetto di malattia differente rispetto ad un medico tradizionale: la malattia non è un fenomeno localizzato, un organo alterato non rappresenta né la causa né l’unica sede della malattia e questa non scompare eliminando soltanto i sintomi in maniera superficiale.
I processi patologici inoltre non sono limitati nel tempo né sono indipendenti e senza legami dal resto del corpo.

Centro di Omeopatia di Milano

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